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Virginia Delmati

Virginia Delmati (1896 – 1962)

 

Virginia Delmati nasce a Roma il 29 maggio del 1896, quarta di cinque fratelli. Mostra un grande interesse per gli studi che viene assecondato dal padre, l’allora direttore delle Poste di Roma Eugenio Delmati. 

Laureatasi in lettere presso l’Università di Roma, nel 1923 entra a far parte del Comitato romano pro emigranti. 

Nel 1924 viene nominata Segretaria dell’Opera Nazionale Assistenza Religiosa e Morale Operai (ONARMO). Nel 1929 inizia ad occuparsi prevalentemente dell’assistenza sociale in fabbrica attività alla quale porta lo slancio e l’abnegazione del suo temperamento battagliero e generoso ed assume la direzione del servizio di assistenza Sociale di Fabbrica della Confindustria, per Roma e provincia. 

Nel 1935 le viene affidata la cattedra per l’insegnamento del Servizio Sociale della Scuola Superiore di Assistenza Sociale di Roma, con sede a San Gregorio al Celio; ed è proprio all’insegnamento che ha dato la parte più consapevole e generosa di se stessa. 

Nel 1942 è nominata Ispettrice del Servizio Assistenza Sociale di Fabbrica della Confindustria per il Lazio, la Lombardia e la Sardegna. Nel 1944 assume la direzione del Servizio Sociale dell’ONARMO. Da allora la sua attività professionale nel campo del servizio sociale si sviluppa secondo due direttrici parallele: da una parte sperimenta le sue conoscenze e la sua preparazione specifica attraverso il lavoro quotidiano presso l’ONARMO; dall’altra, con l’insegnamento, educa e forma spiritualmente le sue allieve alla loro missione di Assistenti sociali, rendendole partecipi della sua esperienza ed infondendo loro il suo entusiasmo e la sua fede. 

E’ stata membro, nel 1946, della Commissione costituita presso il Ministero della Pubblica Istruzione, quale esperta per l’insegnamento del Servizio Sociale, e nel 1960 per lo studio di un provvedimento legislativo per la disciplina delle Scuole di Servizio Sociale in Italia. 

Un grande desiderio di perfezionamento e il riconoscimento della sua peculiare competenza l’hanno portata spesso all’estero, per visitare Scuole ed Istituzioni e per partecipare a convegni, congressi e conferenze. 

Tra gli incarichi di prestigio ricoperti, ricordiamo il ruolo di delegata e relatrice per l’Italia alla Conferenza Internazionale di Servizio Sociale, a Parigi nel 1928. Nel 1947 partecipa alla 5^ Conferenza Cattolica di Servizio Sociale, a Lucerna, alla 4^ Conferenza Internazionale all’Aja, e alla Conferenza Internazionale delle Scuole di Servizio Sociale a Parigi. 

Nel 1950 è delegata per il Comitato Italiano di Servizio Sociale e relatrice alla 6^ Conferenza Internazionale di Servizio Sociale a Parigi. 

Nel 1954 è eletta Vice Presidente Internazionale delle Associazioni di Assistenti Sociali presso l’Unione Internazionale Cattolica di Servizio Sociale. 

Nel 1956 partecipa alla 7^ Conferenza Internazionale di Servizio Sociale a Monaco; nel 1959 al l° e nel 1960 al 2° Convegno di Servizio Sociale promosso dalla C.E.E., a Bruxelles. 

Infine nel 1961 alla l0^ Conferenza Internazionale di Servizio Sociale di Roma, che sarà uno degli ultimi impegni della dott.ssa Delmati: infatti il 10 aprile dell962 all’età di 65 anni si spegne dopo una malattia fulminante. 

La dott.ssa Delmati è stata una delle pioniere del servizio sociale in Italia. 

Tra le iniziative cui ha dato vita, vanno particolarente ricordate:

  • nel 1945 fonda la Scuola Superiore Assistenti Sociali ONARMO;
  • nel 1946 istituisce la Associazione Nazionale Assistenti Sociali ONARMO di cui è la prima presidente;

nel 1947 istituisce il Servizio Sociale ONARMO per i minatori italiani in Belgio a Le Mans, Charleroi e Liegi;

  • nel 1954 fonda la rivista “Incontriamoi” e i “Quaderni di Assistenza Sociale’;
  • nel 1956 pubblica l’opera “Spirito e forme del servizio sociale” (edizione Cenacolo, Roma, 1956) e compila la “Guide morale des Assistantes Sociales Catholiques”;
  • nel 1961 pubblica lo studio “I cinque metodi di Servizio Sociale” (edizione Malipiero, Bologna);
  • uscirà postumo, nel 1962, il suo libro sull’ONARMO (Grafìca Artigiana, Roma) che può essere considerato il suo testamento spirituale.

 

Fonte: Rivista di servizio sociale, a. 40, n. 4 (dic. 2000), p. 111-113

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