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Riccardo Catelani

Riccardo Catelani (1924-1993)

 

Dalla fine degli anni quaranta fino ai primi anni sessanta le città italiane sono state investite da un’imponente flusso migratorio – dal sud al nord, dalla campagna alla città- e da un massiccio intervento pubblico di edilizia abitativa INACASA (poi GESCAL). I nuovi insediamenti sorgono in aree marginali, senza identità e storia di segno positivo, prive dei servizi e delle comunicazioni essenziali, spesso rifiutate dall’opinione pubblica e dai nuovi residenti; non prese in carico dalle istituzioni che prestano scarsa o nulla attenzione alle nuove necessità. 

Il disagio della nuova condizione abitativa ostacola il formarsi di una serena ed ordinata vita familiare, associativa e di relazioni sociali.

L’ing. Filippo Guala ed il prof. Giuseppe Parenti, presidenti ai vertici del Piano INACASA, sensibili ai problemi sociali posti dall’intervento edilizio, lanciano l’idea di un intervento di servizio sociale a favore degli abitanti dei nuovi quartieri, incardinato nei Centri Sociali, pensati come sedi di attività e di partecipazione del quartiere e delle istituzioni e come perno locale del servizio sociale. Guala e Parenti sono fiduciosi sugli apporti positivi dell’intervento edilizio, lanciano l’idea di un intervento di servizio sociale a favore degli abitanti dei nuovi quartieri, incardinato nei Centri Sociali, pensati come sedi di attività e di partecipazione del quartiere e delle istituzioni e come perno locale del servizio sociale. Guala e Parenti sono fiduciosi sugli apporti positivi dell’intervento edilizio e delle norme di amministrazione degli alloggi imperniate sulla iniziativa e la partecipazione degli assegnatari; sono anche consapevoli delle risorse di cui sono portatori i nuovi abitanti e vi. faranno buon conto. Dopo un breve periodo di sperimentazione, i due Presidenti promuovono- siamo nel 1954 -la costituzione di uno specifico intervento di servizio sociale (EGSS poi ISSCAL) e chiamano ad operarvi – con l’incarico di segretario generale – il dott. Riccardo Catelani. 

All’età di trent’anni, scelto per le sue doti personali e professionali, egli inizia così la sua principale avventura lavorativa che terminerà con le dimissioni nel 1972, pochi anni prima dello scioglimento dell’ISSCAL per il passaggio delle competenze alle Regioni. Nel 1954, al momento della fondazione dell’eme, il dott. Catelani portava in dote al nuovo lavoro un diploma di assistente sociale presso l’Università di Firenze (dove si era anche laureato in legge), un’esperienza di tre anni al CIME (Centro intergovernativo per le Migrazioni Europee), una stretta consuetudine di collaborazioni e di attività con il prof. La Pira. Volgendo uno sguardo complessivo a tutta la sua opera, e nonostante gli importanti incarichi pubblici e privati, nazionali ed internazionali ricoperti successivamente, non vi è dubbio che l’espletamento del compito di segretario generale ISSCAL è stato il suo capolavoro.

Nel nuovo Istituto c’era tutto da fare e tutto da inventare: il dott. Catelani era dotato di un eccezionale dinamismo, di tanta fantasia e di una grande serietà di impegno specie nei confronti dell’utenza.

Motivando tutto il personale verso mete di solidarietà e di efficienza, ha dato corpo e sviluppo su scala nazionale ad un servizio sociale unitario negli obiettivi ma fortemente diversificato nelle attività (presente in tutte le principali città italiane operavano nell’ISSCAL, nei primi anni settanta, più di cinquecento assistenti sociali). Con la sua guida l’intervento è stato incentra- 90 to principalmente sulla partecipazione dell’utenza alla riconquista di, una nuova e solidale identità ed una praticata capacità rappresentativa. D altro canto costante è stato il suo impegno per stimolare le istituzioni a risposte adeguate ai nuovi specifici bisogni dei quartieri, a cambiamenti nel: procedure, e, soprattutto, per innovare nella modalità di rapporto con l’utenza, specie quella organizzata in gruppi, associazioni, rappresentanze. Con grande fiducia nella bontà della radice culturale italiana dell’agire professionale, ha guidato il servizio sociale verso mete difficili, contrastate, spesso piene di incognite e di rischi, ma attraenti quanto a crescita della voce e della partecipazione degli abitanti dei quartieri ed a cambiamenti non effimeri delle istituzioni.

E’ stato interlocutore ascoltato di istituzioni nazionali, di commissioni parlamentari; in diverse occasioni è stato promotore di nuove norme legislative divenute poi esecutive – riguardo agli spazi di partecipazione organizzata dell’utenza ed a nuovi servizi sociali.

Il contributo del dott. Catelani è stato prezioso – negli anni sessanta – per la promozione e l’avvio delle prime esperienze di decentramento amministrativo nelle grandi città, incardinato com’era in una ormai lunga consuetudine di attività sul campo.

Sempre nel pieno della sua attività lavorativa, nel 1991, molti anni dopo aver lasciato il servizio sociale, ha ideato, promosso e fondato la Società per la Storia del Servizio Sociale di cui è stato presidente fino alla sua morte nel ’93.

I collaboratori, gli interlocutori istituzionali, i politici delle diverse parti, gli utenti che lo hanno conosciuto sul lavoro, lo ricordano co.me un uomo indipendente, libero da condizionamenti grazie ad una etica personale profondamente vissuta e praticata e ad un modo di vivere semplice, ma sempre attento e partecipe.

 

Fonte: La rivista di servizio sociale, a. 40, n. 3 (Set. 2020), p. 89-91 INSERTO SOSTOSS (Società per la Storia del Servizio Sociale)

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