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Maria Comandini Calogero

Scheda biografica a cura di Fiorentino Busnelli E.

 

Maria Comandini Calogero nacque a Cesena nel 1903 da una famiglia proletaria che già era ricordata per aver dato al Regno un ministro durante la Grande Guerra. Negli anni venti si trasferì a Roma dove conobbe Guido Calogero suo compagno di vita dal quale ebbe due figli. Dopo un periodo di soggiorno a Scanno (AQ), dove era stato confinato suo padre per la sua attività antifascista, ritornò a Roma dove diresse il Centro educativo Pilo Alberelli e dove contribuì alla fondazione dell’Unione Nazionale per la lotta all’analfabetismo (UNLA). Nel 1946 partecipò al convegno di Tremezzo (CO) dove discusse la relazione Problemi della preparazione del personale e dell’assistenza (p. 94). Nello stesso anno fondò il Centro di educazione e formazione professionale per assistenti sociali (CEPAS). Tra il 1946 ed il 1948 fu ispettrice generale del Ministero dell’Assistenza Post-Bellica per la gestione del Piano Marshall. Negli anni cinquanta e sessanta si dedicò all’insegnamento in vari enti oltre CEPAS tra i quali la Scuola per dirigenti del lavoro sociale e la Scuola per infermieri professionali per la Croce Rossa Italiana (p. 95). Accanto alla docenza esercitò un’intensa attività pubblicistica, scrivendo diversi articoli su “Centro sociale”, “Scuola e città” e “Assistenza d’oggi”. Negli anni settanta fondò un centro di servizio sociale nel quartiere Testaccio in Roma. Intanto nel 1966 il Cepas aveva firmato una convenzione con l’Università La Sapienza dalla quale fu progressivamente assorbita fino al punto in cui il nome CEPAS fu «cancellato definitivamente» (p. 99). Nell’operazione vi fu trasfusa anche la fornita biblioteca che fu diretta per molti anni da Velelia Massaccesi (p. 99).

Maria Comandini muore nel 1992.

 

Fonte: Rivista di servizio sociale inserto SOSTOSS, a. 41, n 1 (gen. 2001) p. 93-106.

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